Da oltre vent’anni conosco Giuseppe Amadio, direi “giorno per giorno”.
Egli collabora alle tante cose da fare alle vicende del mio studio; nei momenti difficili si telefona a lui. Egli sa fare tutto, alla svelta e con destrezza, non c’è cosa, non c’è problema davanti alla quale egli dica “no, non si può fare” oppure “vediamo un po’, ma è difficile” come dicono tanti al giorno d’oggi. Il suo motto è come quello di Cesare: “eccomi, ho visto, vado e torno”. Non c’è materiale né combinazione di tecniche e di idee ch’egli non conosca o non sappia inventare associando la razionalità dell’ingegnere alla fantasia del bambino e alla immaginazione del guardaroba. Come artigiano artista del Seicento, Amadio sarebbe in grado di creare e di montare uno di quegli addobbi, una di quelle medicine che riempivano di stupore e che hanno rese celebre l’arte dello Stile Barocco.
In fondo a tanta versatilità e destrezza nella pratica delle tecniche e degli attrezzi, Amadio coltiva però un’aspirazione,la Poesia, una visione poetica della vita umana e della natura che egli intende trasmettere e tramandare per mezzo della pittura.
Sicché egli si pone davanti paesaggi, nature morte e li ritrae nella luce che cambia fra il giorno e la notte, in modo spontaneo, con la tecnica e la materia più schietta del colore e della sua materia. Non si pone i problemi complicati della forma e del linguaggio, non cerca la “sua” pittura ma l’adotta così come è intesa da tutti, nel modo più semplice e leggibile.
Pennellate dense e sottili che costruiscono sovrapponendosi, forme, spazio e materia, secondo linee di forza che apportano movimento, varietà e tensione alle superfici vibranti e accese di contrasti cromatici forti.
In ogni quadro c’è un’abbondanza di materia accumulata con pennellate dinamiche, di luci e ombre in contrappunto, una pittura generosa e rapida, una decisione nell’imporre l’immagine che lasciano l’osservatore quasi senza respiro. Il sentimento, la gioia di vivere, la pace e l’abbondanza prevalgono nel mondo, sulle forze del male, così, “l’ottimismo”, è il messaggio di Amadio.
Vediamo qui la natura ricca, suntuosa splendida; non un fiore,ma mille affollati uno accanto all’altro, non un cielo qualsiasi, vuoto, ma uno spazio colorato e variopinto, carico di energie in movimento. Su tutto prevale un timbro di colore dominante, il rosso,il giallo, il bianco puro della primavera ovvero la notte, il buio profondo del cosmo, dell’ignoto e del tempo che non ci appartiene. La pittura di Amadio è proprio “la pittura”, così come chiunque ne abbia sentito parlare, immagina che essa sia. Un fenomeno o un avvenimento visivo paragonabile per la sua naturalezza, a qualsiasi fenomeno naturale del quale l’uomo trae nutrimento spirituale e con esso, coraggio e ragione di vita.

Piero Dorazio