Mario Romano Ricci nasce a Sansepolcro, in provincia di Arezzo il 6 luglio 1949, toscano dell’alta valle del Tevere con tutta la testimonianza della cultura etrusca e romana, terra che ha generato e genera artisti con un carattere ricco ed estroverso.
Inizia ad addentrarsi nella produzione artistica nel 1983-1984; disegna degli acquerelli nei quali si evidenziano le forti profondità quindi la ricerca del tridimensionale; oggi egli si spiega l’affinità degli acquerelli con la scultura: ambedue non perdonano, non si può sbagliare.
Lavora a tempo pieno senza pretesa se non quella di rapportarsi con la materia in Sacra armonia.
Nel suo lavoro cerca primariamente di esprimere i nessi universali che danno unità e significato alla vita umana.
Partecipa alle prime esposizioni ed in Trentino, ove risiede, vince alcuni concorsi; conosce a Rovereto lo scultore Cirillo Grott dal quale è stimolato a non “mollare”.
Organizza alcune personali con notevole successo, gli vengono commissionate opere monumentali realizzate in legno. A Mario Romano Ricci si riconosce un pesante retaggio di vita senza il quale non troverebbe, probabilmente, la forza di cui la scultura abbisogna.